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Progetto Nord Uganda_3: al Lacor Hospital
Categoria: Sui sentieri del mondo
Oltre a Kampala, verso sud, solo il lago Vittoria. La città più grande del paese sembra una piccola ruota che tiene in precario equilibrio la forma regolare del territorio, disegnato con riga e squadra da politici del momento. Per la prima volta ci vien da dire che un geometra brianzolo avrebbe fatto meglio...
Tutto arriva a Kampala e tutto arriva da nord. Controcorrente e la condizione della navigazione in questa mattinata velata da cirri. Tutto viene contro di noi: autosnodati disequilibrati, matatu (pulmini/taxi riempiti anche nei posacenere), boda-bodas e, ovviamente, una moltitudine appiedata. Pare che la nostra jeep sgomiti per risalire la corrente ma a fatica. Finalmente una rotonda e tutto passa alle nostre spalle: la Land Cruiser mette la prua a nord e la lascerà solo per superare la valle del Nilo e il ponte maniacalmente controllato da militari e babbuini.
Non possiamo non fare un breve cenno alla semplice guida del nostro driver (e degli ugandesi in genere): accelleratore a tavoletta e clacson. E i pedoni col tempo hanno acquisito un sesto senso che li avvisa dell'arrivo delle quattro o più ruote e si fanno la metà sul filo del bush per poi rigonfiarsi e salutare: muni, muni, al plurale, ci gridano i bambini. Sono ovunque: la metà della popolazione ugandese ha meno di 15 anni e gran parte di questa va a scuola. Infatti la strada nazionale è regolarmente punteggiata da scuole primarie e secondarie con bambini che giocano contenuti goffamente dalle loro belle divise. Scuole e scuole, a decine, colorate: governative o private.
E giunti a Gulu il suo round point conferma quello che abbiamo ripetutamente notato e quel che sembra l'investimento più azzeccato dell'Uganda: una statua rappresenta due bambini che, in piedi, consultano il primo libro di un'alta pila. Avanti verso il futuro!
Il nostro è subito qui.
Per meglio raccontarvi come procede la nostra missione cadenzeremo il diario con le date.
21_07_2010
"...siamo convinti che una vita in Uganda è preziosa tanto quanto altrove. E che la salute degli ugandesi è importante tanto quanto quella dei canadesi e degli italiani"
Lucille Teasdale Corti
"Nessuno ci può trattenere contro la nostra volontà. Allora riposerebbe il nostro corpo, ma non il nostro spirito. Sapremmo che potevamo offrire un
aiuto a chi era disperato e non l'abbiamo fatto"
Matthew Lukwiya
Siamo a Gulu: Lacor Hospital, meeting con Dominique Atim Corti e Corrado Bruno (Atim in acholi significa "nata lontano da casa").
Entrambi dottori, sostengono strenuamente il testimone lasciato dai Dottori Lucille e Piero Corti e dal Dottor Matthew Lukwiya.
Brianzolo di Besana in Brianza Piero e Lucille canadese, si sono trovati dottori missionari a prendere una decisione importante: per loro, per il nord Uganda e anche per noi. In giovane età hanno orientato la barra della vita in Africa trovandosi a sostenere ed ampliare il dispensario creato dai padri comboniani proprio a Gulu. E ora, dopo 51 anni, questo ospedale è il fiore all'occhiello del paese.
A Dominique e Corrado raccontiamo l'intento della nostra missione e non ci impressiona la richiesta che ci viene esposta: chiedono delicatezza nel raccontare la vita dell'ospedale e rispetto verso i pazienti e le persone che soffrono. Delicatezza e rispetto. E con poche parole ma importanti abbiamo da subito, con Dominique e Corrado, l'impressione che in questo viaggio incontreremo persone buone dedite con passione alla scelta della loro vita ed all'aiuto dell'altro.
Conosciamo poi il futuro del Lacor, un futuro consegnato in mano a responsabili ugandesi: Josephine responsabile della comunicazione, Sister Rose Grace responsabile del personale infermieristico, Francesca del reparto HIV, Thommy chirurgo e responsabile delle sale operatorie, Sister Sharone responsabile del reparto pediatria.
E un po' di passato: Suor Nicolina Anek pietra miliare delle infermiere del'ospedale, Padre Vittorio (95 anni, 60 dei quali in Uganda) e Fratel Elio progettista/costruttore/manutentore del Lacor Hospital da 35 anni.
Il filo della narrazione inizia ad arricchirsi di perle: storie, sguardi, sorrisi e tanta emozione.
Il Lacor Hospital merita che venga conosciuto oltre a queste nostre parole. Vi consigliamo di navigare sul sito istituzionale
per l'articolo precedente del
Progetto Uganda clicca:
Progetto Uganda_2: da Kampala verso Gulu
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Progetto Nord Uganda_4: da Gulu a Kitgum


